UNIVERSITA' DI MESSINA
’’ Una Storia Infinita’’
( dalle origini ad oggi )

Gaudeamus igitur...
Ai Magnifici Rettori
Di Ieri, di Oggi, di Domani.
"Gutta cavat lapidem"

Anche se a Messina, esisteva dal 1200 una scuola di "Diritto", e dal 1400 una rinomata scuola di "Greco", il desiderio dei Messinesi era quello di avere una "Università", ovvero un "Messanense Studium Generale".
Il Senato della città inviava per questo motivo petizioni alle autorità Regie e Papali del tempo, ma questi preferivano soprassedere con il silenzio alle richieste e alle esigenze della città di Messina.
Questo sogno cominciò a delinearsi possibile,con il trasferimento della corte spagnola (viceré Giovanni de Vega) da Catania a Messina, e con la nascita ed il successivo riconoscimento della "Compagnia di Gesù", fondata dal religioso Ignazio de Loyola (divenuto Santo nel 1622) che era stato uomo d'armi, vicino al Re di Spagna (prima di ravvedersi), ed ora per la sua scelta religiosa era vicino a Papa PAOLO III. Questi vedevano in Messina una città ottima, anche per la posizione geografica e le prospere attività commerciali che i messinesi avevano con i popoli che abitavano le coste bagnate dal mare mediterraneo.

Papa Paolo III e S. Ignazio de Loyola
Quindi, per creare un valido centro destinato ad educare e a sorreggere culturalmente la penetrazione Cristiana, nel mondo dell'Oriente Ortodosso-Musulmano, questo progetto vedeva nell'Università di Messina, il centro di un lucido disegno politico e pedagogico di grande importanza, così finalmente il 16 novembre 1548, il Papa Paolo III emanò la bolla di istituzione del "Messanense Collegium Prototypum Societatis" affidando a Ignazio de Loyola e ai suoi confratelli il collegio e gli insegnamenti gratuiti di: Teologia, Logica, Filosofia, Matematica, Ebraico, Retorica, Grammatica, Greco e Umanità (solo per lo studio della grammatica, in tre classi si iscrissero circa 170 giovani).
Questo era il primo collegio e pertanto diventava modello per i successivi, che la "Societas Iesu", visto l'ottimo risultato avrebbe aperto.

Casa Normanna 1090 Casa Sveva 1195 Casa D'Angiò 1265 Casa d'Aragona 1282

Bolla di Papa Paolo III Porta originale ingresso Collegio

NORMANNI ANGIOINI SVEVI ARAGONESI SAVOJA 1713
Ignazio de Loyola, chiama e invia a Messina il confratello Pietro Canisio, grande maestro di teologia. Lui organizzerà ed insegnerà nel Collegio per anni, per poi andare a svolgere stessa attività a Bologna.

Pietro Canisio
Canisio fu chiamato a ricoprire ruoli importanti nella politica attiva della chiesa, si adoperò come legato papale all’accettazione e applicazione dei decreti emanati dal concilio tridentino da parte degli stati cattolici, in riferimento alla Riforma Protestante. In seguito alla sua dedizione alla chiesa Papa Pio V gli offrì la cattedra cardinalizia, che Pietro Canisio declinò preferendo ritirarsi in preghiera e penitenza nel convento di Friburgo in Svizzera, dove il 21 dicembre 1597 morì, fu beatificato e nominato Dottore della chiesa e successivamente Santo, nel 1925 da Papa Pio XI.
Messina progrediva in tutto (arte, studio,
commercio), ora godeva di innumerevoli privilegi, aveva il governo autonomo, e
il vicerè era obbligato a soggiornarvi per una parte dell'anno e inoltre il suo
supremo magistrato municipale - lo "Stratigoto" era nominato direttamente dal
re (questi erano alcuni dei privilegi, che nessun'altra città aveva).
Gli spagnoli si resero conto nel tempo dei troppi privilegi concessi alla città
di Messina, e che questi destavano gelosie e malcontento nelle altre città
dell'isola; cominciarono quindi a frenare le concessioni e il malcontento dei messinesi, si tramutò presto in rivoluzione.
Era il 1674 e gli Spagnoli,
cacciati, riusciranno ad occupare e a riprendere il governo della città solo
nel 1678, iniziando però una dura repressione, una sanguinosa vendetta, e
colpirono gli orgogliosi Messinesi, principalmente con l'arma dell'umiliazione.
Infatti, nonostante il "Messanense Studium Generale" fosse divenuto la massima istituzione culturale dell'intera Sicilia, i Messinesi, pagarono la loro insurrezione con la perdita dei privilegi acquisiti, così che l'Università fu chiusa, come la Zecca e la Corte Stratigoziale, mentre la sede del Senato fu rasa al suolo e sul terreno fu seminato il sale, la grande campana che serviva per chiamare i cittadini, fu usata per fare una statua equestre rappresentante re Carlo II.
Le sale usate dagli insigni maestri Borrelli, Malpighi, Giurba, Maurolico e Castelli per le lezioni, furono trasformate in uffici mentre l'orto botanico fu quasi distrutto e i preziosi scritti, anche di Costantino Lascari, vennero portati in Spagna per accrescere la biblioteca dell'Escuriale e a tutt'oggi mai restituiti.

Francesco Maurolico
I Messinesi privati oltre che dell'autonomia conquistata, anche dell'Università che fu chiusa, tenacemente continuarono gli studi presso i locali della Reale Accademia Carolina, che non era autorizzata a rilasciare a fine studio il "Diploma di Laurea". Per questo, gli studenti erano costretti a recarsi per sostenere l'esame finale e avere il riconoscimento del titolo per gli studi fatti, nell'Università di Catania, o di Palermo (doppia umiliazione).
20.000 dei suoi 120.000 abitanti (nel sec. XVII) furono mandati in esilio, la città si svuotò, il commercio e principalmente quello della seta cominciò a fermarsi; con l'università chiusa, senza porto franco, in città rimasero circa 11.000 abitanti.
Con orgoglio i messinesi, ricominciano la loro eterna odissea.
Nel 1702 venne concessa un'amnistia per i rivoltosi, ritornarono molti degli esiliati, fra questi insegnanti e commercianti; si ripopola la città, si riprendono tutte le attività.
Le vie "della Zecca", "dei Setaioli", "degli Argentieri", "dell’Armeria", "Cardines", "delle Concerie", "dei Balestrieri" e "dei Templari" si ripopolano, si rianimano.
Nel 1734 Messina cambia "padrone" e sotto il dominio Borbonico, con la fine del dominio spagnolo, devono trascorrere ancora 104 anni di lotte, di inutili richieste, per riavere qualcosa di tutti quei privilegi che prima possedeva, e finalmente...

Re Ferdinando II
...il 29 luglio 1838 Re Ferdinando II di Borbone autorizza la riapertura dell'Università. Pertanto il Regio decreto eleva la Reale Accademia Carolina di Messina, a "Regia Università", autorizzata a concedere i gradi accademici di approvazione, di Licenza, e di Laurea nelle diverse facoltà di: Teologia, Giurisprudenza, Medicina, Filosofia, Scienze matematiche, Fisiche, Chimiche, Meccanica, Architettura e la facoltà di Letteratura con un totale di 30 cattedre"

Regio decreto di Ferdinando II
Il 30 gennaio 1839, il Rettore prof. Gaetano Caracciolo, consegna a 37 studenti la laurea dottorale nelle diverse facoltà, avevano questi, completato precedentemente, gli studi nella Reale Accademia Carolina, e potevano finalmente laurearsi a Messina, mai più nelle Università di Catania o Palermo.
Intanto il fuoco della libertà covava dentro il cuore di ogni siciliano, non si poteva rimanere sempre sotto il dominio di Stati stranieri; questo è un desiderio che pervade tutti gli abitanti delle regioni italiane, si vuole un'Italia unita, non divisa in piccoli stati e sottomessa a stranieri.
Le Università sono la fucina di idee e programmi, così nasce e si propaga il dissenso, l'amore per la propria terra, per le proprie tradizioni, per il Tricolore, la voglia di essere tutti "Fratelli d'Italia". Inizia il Risorgimento, e i Messinesi ne sono molto partecipi, tanto che i "giovani camiciotti" di Messina dimostrano questi sentimenti ed eroicamente, accerchiati e senza più munizioni, preferiscono buttarsi e morire dentro il pozzo nell’Orto della Maddalena, ma non cadere prigionieri dei nemici borbonici. In quel terreno e sul quel pozzo, ora sorge la Casa dello Studente. Per questi atti eroici e patriottiche, la città di Messina, con quelle di Palermo, Catania, Milano, Como, Brescia, Roma, Torino e Perugia furono insignite della medaglia d'oro, il 4 settembre 1898, dal Re d'Italia Umberto I .

Il pozzo dei Camiciotti
Per il coinvolgimento di docenti e studenti dell'Università nei moti antiborbonici, questa viene chiusa, con provvedimento della polizia.
Nel 1849, riprende l'attività didattica, anche se è sempre considerata un luogo di complotto politico, e si proibisce di far iscrivere studenti di altre province, e della vicina Calabria.
1860, il Generale Giuseppe Garibaldi, entra a Messina il 27 luglio 1860, ma non cambiano molte cose nell'Università, vista ancora come fucina di idee sovversive e rivoluzionarie.
1885, il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio, sottoscrivono e si impegnano a fornire le somme necessarie per gli stipendi dei professori e per attivare tutte le Facoltà previste. Questo consentirà di portare l'Università di Messina ad un livello di primo grado, fra le Università più importanti d'Italia. Ma questi sforzi sembrano non riuscire a far partire questa Università, desiderata da sempre e da molti, ma anche osteggiata, da altri.
28 dicembre 1908, questa volta e' la fine della Città, dell'Università, di tutto.
Alle prime ore dell’alba, un terremoto seguito da un maremoto, scuote la città dalle fondamenta. Messina è distrutta, e l'Università non è risparmiata. Sotto le rovine, fra le 70.000 e oltre persone, rimangono pure 14 dei 49 professori; sono distrutte le biblioteche con antichi testi e manoscritti, e le attrezzature scientifiche sono in gran parte inutilizzabili. Poche sono le cose che si salvano, rimangono ai sopravvisuti solo gli occhi per piangere, la disperazione ed il girare inebetiti tra le rovine, per cercare amici e parenti.

Medici e marinai Russi della nave "Slava" prestano soccorso
I messinesi superstiti si raccolgono, si contano, si riprendono e tenacemente reagiscono, non si arrendono nemmeno davanti a quest'altra catastrofe.
Dal 1909 al 1911, il magnifico Rettore prof. Giuseppe Oliva, si attivò con entusiasmo, raccogliendo l’adesione di un prestigioso gruppo di giuristi di alto prestigio come Faranda, Siciliano, Del Vecchio, Ferrara, Ziino ed altri.
Così anche la cultura, lo studio e la ricerca non si fermano. L'attività didattica riprende lentamente, in case di legno ricominciano le lezioni in attesa che si ricostruisca la città. Così nell'anno 1911 dopo 3 anni (dal fatidico terremoto), il Rettore Giovanni Battista Rizzo comunica con orgoglio che le lezioni sono seguite da 219 studenti (190 in Giurisprudenze 29 a Lettere).

Nel 1914/1915 entrano in funzione anche le facoltà di Scienze, Farmacia e Medicina.
Nel 1919 la presenza ai corsi è di 1.221 studenti (508 di Messina, 713 provenienti da altre località della Sicilia e della Calabria).
Nel 1922, il comune di Messina assieme alla Provincia, stanzia fondi a favore dell’Università per consentire, fra l’altro il funzionamento degli istituti clinici della facoltà di medicina, sistemati provvisoriamente nella sede baraccata dell’Ospedale Civico.

1927 la nuova Università vista dal cortile interno
Nel 1927, il Rettore Rizzo, presenta alla città e alle autorità la nuova UNIVERSITA' costruita nel centro della città, già completa dell'edificio centrale con l'aula Magna, uffici amministrativi, segreterie, biblioteche, laboratori ed istituti, la facoltà di Giurisprudenza, e gli istituti di Matematica, Scienze, Chimica, e poco lontano dal plesso centrale, gli istituti di Botanica, Anatomia, Farmacia, Medicina, e Medicina Veterinaria.
Ancora una volta, la volontà dei Messinesi, ha vinto sulle avversità.
Il Rettore Rizzo, coinvolge enti locali, politici, banche, privati ed i comuni della vicina Calabria, creando un’associazione.

Il Magnifico Rettore Rizzo
Sempre nel 1927, il comune di Messina, delibera e concede all'Università il terreno della Maddalena (ove sorgeva il famoso pozzo dei moti del 1848), per costruirvi una casa per gli studenti. Quest'opera sarà costruita in tempi brevi.

pro memoria - concessione terreno

casa dello studente
Nell’Università di Messina, Tempio di Cultura fra tanta storia e nomi illustri elencati, è giusto ricordare anche quello di di un uomo che seguì per molti decenni i giovani studenti, e redarguirli, se osavano entrare per seguire le lezioni senza giacca e cravatta. Era un ostacolo insuperabile e incorruttibile. Era il detentore delle chiavi e delle tradizioni dell’Università… il capo dei bidelli sig. Fama’.

FAMA’
1927, 1 gennaio, il Magnifico Rettore Rizzo, inaugura il "Regio Istituto Superiore di Medicina Veterinaria" nei locali messi a disposizione dal Comune (accanto al Civico Macello) con l’aiuto economico, oltre che dello Stato e del Comune, anche della Provincia, del Banco di Sicilia, della Camera di Commercio, del Comune di Reggio Calabria e di altri enti ancora. Si dava così corso al Regio decreto del 4 novembre 1926, firmato da Re Vittorio Emanuele III.
1928, il prof. Gaetano Vinci farmacologo, preside della facoltà di medicina, dal 1917 al 1923, viene eletto nuovo M. Rettore dell’Università, darà grande impulso alla vita dell’ateneo messinese.

Gaetano Vinci Rettore
1932, E' nuovo Rettore Emanuele Oliveri prof. di chimica generale ed inorganica. Si continuano a completare le facoltà e portare avanti i programmi di sviluppo precedentemente tracciati. Nel novembre del 1935 il Rettore su richiesta del Ministro della pubblica istruzione, lascia Messina, per assumere la direzione dell’Istituto Chimico dell’Università di Palermo, ove istituisce la cattedra di Chimica Organica e insegna chimica generale ed inorganica. Cattedre che non esistevano nell’Università palermitana.

Emanuele Oliveri Rettore
1935, si riconferma Magnifico Rettore dell’università di Messina, il prof. Gaetano Vinci, Senatore del Regno, farmacologo. Gli studenti iscritti sono circa 2.828, con ottimi docenti, ed il loro nome e quello dell’Università Messinese, è presente nelle accademie ed Università oltre lo stretto di Messina.
1939, gli studi, le ricerche ed i convegni si susseguono con la presenza in città di insigni cattedratici, per onorare il lavoro dei docenti Messinesi, il 30 maggio S.A.R. il Duca di Genova, visiterà la Regia Università di Messina e la casa dello studente, inaugurando nell’aula magna, il convegno di biologia marina.

S.A.R. il Duca di Genova alla Regia Universita’ di Messina

S.A.R. il Duca di Genova riceve i saluti del M.Rettore G.Vinci e del corpo accademico

S.A.R. il Duca di Genova alla casa dello studente con i "Goliardi"
1939, i venti di guerra soffiano verso l’Italia e nel 1940, inizia la II guerra mondiale. Come tutti gli italiani, anche i messinesi sono coinvolti, e la città e l’università si svuota, si parte per le zone del conflitto. Le attività didattiche rallentano il loro corso, e molti di quei docenti e di quei giovani partiti, non torneranno mai più. La scalinata dell’ateneo e le aule semideserte, sono coperte da un pesante silenzio. Quei luoghi, ove fino a mesi prima, la vita, lo studio, i canti alla vita ed il chiacchierare sommerso era l’essenza vitale dell’Università. Ora, quel silenzio non è rotto da canti gioiosi, ma solo dall’improvviso, lamentoso, lugubre suono della sirena, che avverte l’arrivo dei bombardieri nemici, e della morte.

Istituto di Matematica - Fisica colpito dalle bombe
Con i Magnifici Rettori Prof. Salvatore Maggiore (dal 1939 al 1940) e prof. Salvatore Sgrosso (1940/1943) la vita Universitaria, è molto ridotta, escluso per le attività di ricerca e naturalmente a ritmo crescente, dei docenti e tutti le componenti della facoltà di medicina.
Finita la guerra, non tornano più in molti, e l’Università ricorda i suoi studenti.

……..il periodo del R I S V E G L I O arriva….
Nel 1943 viene eletto Magnifico Rettore il prof. Gaetano Martino prof. di Fisiologia Umana, personaggio chiave in quel momento, per la ricostruzione, la riattivazione dei siti universitari danneggiati dalle incursioni aeree, ma fondamentalmente, per migliorare, ingrandire le facoltà esistenti e aggiungerne nuove. Il Rettore era un politico e come tale, eletto deputato, fu scelto per le Sue capacità a ricoprire la carica di ministro della Pubblica Istruzione, importante ministero per un’Italia, che usciva da una guerra, ove ancora vigevano leggi Monarchiche, dove molto c’era da ricostruire e cambiare. Successivamente fu nominato Ministro degli Esteri.

Magnifico Rettore e Ministro, svolse ambedue gli incarichi svolgendo al massimo le sue funzioni, portando innovazioni con leggi, dimostrando di essere un degno e vero figlio della città di Messina.
Nel 1944 è riattivata la Facoltà di Lettere, con la fine della guerra si ha un grande rientro di studenti, e nel 1945 si hanno oltre 10.000 iscritti.
Nel 1948, viene istituita la Facoltà di Economia e Commercio.
La liberalità di questo Maestro è dimostrata in piccole e grandi cose. Le associazioni universitarie sono accettate e riaperte. Qualunque colore, qualsiasi idea nella casa dello studente, si ritrovano senza corporativismo, la "gabetti, il Fuan-Guf, il Sacer Ordo Zammarae (ordine goliardico), la Corda Frates", ed altre.
Lo spirito del Rettore-Ministro era quello di rivivere, rinascere, lasciare nell’oblio il passato. Dimenticare e andare verso il futuro, costruire un mondo, una vita nuova, lasciando un segno del proprio passaggio. Credeva molto alla fratellanza fra i popoli, credeva nei giovani, che avevano una forza interiore per dimostrare le loro capacità, e voleva lanciare nel mondo la Sua Università, ma anche il nome dell’amata Messina. Riuscì anche in questo, poiché essendo un assertore dell’Unione Europea, ed in quel periodo Ministro degli Esteri, si fece promotore del "rilancio" europeo, organizzando una conferenza dei ministri degli Esteri della comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), proprio nella città di Messina, dall’ 1 al 3 giugno 1955.
In pochi anni, si arriverà alla stesura e alla firma dei trattati di Roma; il primo passo per l’Europa Unita era stato fatto, e il Ministro Martino, Magnifico Rettore dell’Università di Messina ne era il fautore.

Roma- G. Martino firma i trattati con i Ministri dei paesi Europei
Impassibili nel corridoio dell’Aula Magna, illustri Uomini che avevano onorato con la Loro dialettica e il Loro sapere quei luoghi, ove ora marmorei si trovano, anche se ormai in altro mondo, vigilano come sempre ma ora compiaciuti, nella bella Università di Messina rinata dopo molti anni di lotte, sofferenze, guerre e disastri. Preferendo ora maggiormente questo tempio di cultura, e non una strada a Loro dedicata.

Molto era stato fatto per l’Università ed anche per la città, ma altro si doveva fare; gli impegni istituzionali erano gravosi, per questo nel 1956, alla scadenza del suo mandato, lascia al nuovo Rettore tante idee e tanti programmi da attuare. Morirà a Roma il il 21 luglio 1967, dopo aver avuto la nomina di Rettore all’Università "La Sapienza" di Roma pensando sempre a Messina e ai suoi concittadini. La F.B.P. (Fondazione Bonino Pulejo) e non gli amministratori della città, nel 1999 per ricordare questo grande Messinese, Scienziato, Politico, e magnifico Rettore, ha collocato un monumento in una via centrale della citta’, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

1956, il nuovo Magnifico Rettore è il prof. Salvatore Pugliatti, insigne giurista, che alle sue idee e programmi, aggiunse quelle del precedente Rettore di cui era amico e simile nelle idee, per fare di Messina e dell’Università un centro di vera cultura. Ma il romanticismo e l’amore verso la città, le istituzioni, il patriottismo, comincia a mancare e inizia l’Era dei baroni, la ricerca del potere della poltrona.
Dopo il terremoto del 1908 i Veri Messinesi non sono moltissimi, e si vede dal cognome, dal comportamento e dall’amore verso gli interessi della città.

Salvatore Pugliatti a solo 28 anni e’ vincitore della cattedra di diritto Civile nell’Università di Messina, e a 31 diventa preside della Facoltà di Giurisprudenza.
Era un Messinese ed un popolano schietto, semplice e troppo erudito. La Sua vita era l’Università, lo studio, le ricerche, la musica e qualche ora da trascorrere nell’Accademia della Scocca, un centro di cultura sorto fra amici a piazza Cairoli, nella galleria d’arte "Il Fondaco" presso la libreria dell’Ospe di Antonio Saitta, ove ci si incontrava con Vann’Antò, Quasimodo, La Pira, Debenedetti, Della Volpe ed altri semplici o illustri, ma importanti cultori, studiosi di arte, di poesia, di musica.
Chiamato a questo alto Onore, si diede anima e corpo, per continuare i progetti del Rettore Martino, aggiungendo i Suoi.

Per il numero sempre maggiore, di iscritti all’università e per migliorare la didattica, attua un programma arduo, urgente ma attuabile, poiché le strutture didattiche e per la ricerca sono disseminati in edifici sparsi per la città, con spese enormi di affitti. Pensa ai "campus", comincia a porre le prime pietre, per la costruzione della nuova Facoltà di Scienze (zona Papardo) e programma le basi progettuali per quelle di Farmacia, Medicina Veterinaria, Lettere (zona Annunziata), nel plesso centrale dell’Università la costruzione di un manufatto di 5 piani, ospita la nuova facoltà di Economia e Commercio; il sogno avveniristico del Policlinico con la collocazione di tutti gli istituti della facoltà di Medicina (nella zona sud della città) diventa realtà. I primi padiglioni cominciano a sorgere con un beneficio per i docenti, studenti, ricercatori e per i Messinesi e degli abitanti nell’area dello stretto, che si ritrovavano con un Policlinico moderno, completo di tutte le attrezzature all’avanguardia, che elimina ora la necessità di ricorrere agli ospedali o centri del nord. Era il periodo d’oro dell’Università e della città.

Alcuni padiglioni del Policlinico universitario
La nascita e l’uso di queste opere, portano anche benessere, per migliaia di posti di lavoro creatisi per il migliore funzionamento autonomo di tutto. Amministrativi, medici, Infermieri, portantini, tecnici, autisti, operai, cuochi e centralinisti furono assunti.

il Magnifico Rettore Pugliatti 28 sett.1971
Questi programmi erano spesso ostacolati o dalla burocrazia o dal Banco di Sicilia che essendo il tesoriere dell’Università, tecnicamente non poteva elargire somme senza la giusta copertura finanziaria anche per pagare gli stipendi. E il Rettore correva a Roma o a Palermo, per sollecitare personalmente negli uffici competenti i finanziamenti che per strani intoppi ritardavano ad arrivare nelle casse della tesoreria.
Molti sacrifici, ma i programmi furono attuati, durante la Sua gestione l’Università era un cantiere aperto. Messina aveva in Pugliatti un Magnifico Rettore, sempre vicino alle esigenze dei docenti dei dipendenti dell’amministrazione universitaria e degli studenti; con questi partecipava alla vita giornaliera, ed anche ai momenti di gioia, partecipando "juvenile passo" alle feste dei "Goliardi".
Ascoltava tutti, era un Maestro di vita e di cultura,
il suo studio-ufficio nell’Università era semplice, gli scaffali pieni di
libri, manoscritti, e reperti archeologici greco-romani, di cui era un cultore.
La sua porta era sempre aperta ed era possibile incontrarlo, senza prenotare ed
attendere giorni per potergli parlare.
Continuava a dare lezioni, nella sua amata facoltà di giurisprudenza, seguito
con attenzione e religioso silenzio da studenti e docenti, in un’aula
affollata.
Con i cambiamenti dovuti alla "rivoluzione" culturale del 1968, le facoltà
erano colmi di studenti, nel 1969 si arrivò a più di
20.000 iscritti e non si
potevano più svolgere con attenzione le attività didattiche.

La "contestazione culturale degli studenti" aveva colpito tutte le Università
Italiane,
Messina non fu risparmiata, era un problema Nazionale (ma non si ebbero incidenti
mortali come a Roma o Milano). Anche se occupata dagli studenti, con attività
didattiche e amministrative bloccate, il Rettore mantenne il dialogo con gli
studenti e non chiese mai alle forze dell’ordine di entrare con la forza nell’Università
per liberarla dagli occupanti. Fu l’unico Rettore in Italia in quei momenti
tragici a poter entrare liberamente nella Sua Università.
Nessun studente di qualsiasi colore politico, ostacolò il Suo ingresso al
Rettorato per fargli continuare il quotidiano lavoro, anche se ridotto per la
mancanza del personale, impossibilitato ad entrare negli edifici universitari
occupati.
Stessa possibilità fu data successivamente al Prof. Bolognari, che per il suo
importante studio sulle alghe, doveva giornalmente controllare, ed intervenire
su questa importante ricerca. Questo dimostra, il rispetto che gli studenti di
qualsiasi fazione politica, avevano verso lo studio i loro Maestri e il loro
Magnifico Rettore.
Il Rettore, cerca di trovare una soluzione anche per la facoltà di Scienze
Politiche, che si trova allocata in diversi locali in affitto. Riunisce tutti
gli istituti in un palazzo vicino la stazione centrale, in attesa di risolvere
il problema in modo definitivo con una costruzione migliore ed idonea alle
esigenze, ma di proprietà dell’Università.
Viene potenziato il Centro Universitario Sportivo con palestre, campi per attività motoria per tutti gli studenti. Sono i primi passaggi per la creazione
del Polo Sportivo.
1972 (altra data memorabile), il Sen. Cav. del Lavoro Uberto Bonino e la moglie
N.D. Maria Sofia Pulejo decidono di istituire una Fondazione che attraverso
delle borse di studio potesse consentire a giovani laureati, di frequentare
stage di perfezionamento in Italia o all’Estero. Presidente di questa fondazione
è nominato il Sen. Nino Calarco, che e’ anche il direttore del quotidiano
locale La Gazzetta del Sud dal 1968.

Sen. Uberto Bonino Maria Sofia Pulejo Sen. Nino Calarco
Questo si avverrà nel dicembre dello stesso anno, con la firma e l’inserimento nel Consiglio della F.B.P (Fondazione Bonino – Pulejo) del Rettore Pugliatti. Questo è il primo atto per un consorzio, che negli anni successivi porterà a sviluppare progetti bellissimi che porteranno grande onore alla Fondazione e all’Università di Messina.
Nel 1973 si ristruttura tutta la casa dello studente, l'elevazione del 3° piano aggiunge altri posti letto, biblioteca, sala per riunioni e due nuove mense efficienti e moderne. E’ il primo grande intervento, ne seguiranno successivamente altri.
Pensando sempre agli studenti specialmente ai fuori sede, si utilizzano alcune stanze della casa, per creare un Centro Medico completo di laboratori di analisi cliniche, di oculistica, di radiografia e di medicina generale, con competenti medici e paramedici della facoltà di medicina. Questi servizi, gratuiti per tutti gli studenti furono affidati al Prof. Diego Cuzzocrea, che ne fu il Direttore per anni.
La casa dello studente rimodernata dopo il 2° intervento
Nel 1974 risultano
immatricolati 26.488 studenti, 5.384 nella sola facoltà di Magistero.
4.728 in Scienze mm.ff.nn. 4.369 in Medicina e chirurgia. 3.699 in
Giurisprudenza .3.355 in Economia e Commercio. 2.415 in Lettere e fil.
1.578 in Scienze Politiche. 497 in Farmacia, e 463 in Medicina Veterinaria.
Nel 1974, in riferimento alla contestazione del 1968, con il D.L. (1-10-1973) n° 580, gli studenti di tutte le Università, possono eleggere
loro rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione, ai consigli di
Facoltà e dell’Opera Universitaria nei rispettivi Atenei.
Per gli studenti era l’occasione di avere finalmente qualcuno, che
conoscendo i problemi e le esigenze della classe studentesca potesse
rappresentarli, in seno ai massimi organismi dell’Università.
A Messina, nel Consiglio di Amministrazione fu eletto fra gli altri, Gaetano
La Versa studente della facoltà di Economia, che riportò 1.382 preferenze
e che risultò il primo per numeri di voti ottenuti, fra gli studenti eletti
in tutte le Università Italiane.
Nella facoltà di Magistero, Preside il grande prof. Mazzarino, (insigne
latinista) fu aperto un bar e una mensa, per venire incontro alle necessità
degli studenti, che numerosissimi (specialmente i fuori-sede) seguivano
giornalmente le attività didattiche.
Per le studentesse furono create due nuovi pensionati femminili, in via dama
Bianca, e a Gravitelli.
Si pensa a tutto, e a tutti fino al 22 maggio 1976, data dell’improvvisa
morte del Magnifico Pugliatti. I suoi libri, le opere d’arte verranno dati
in grande parte all’Università, mentre i programmi e le opere da
completare, passano come eredità ai successivi Magnifici Rettori.
Nell’eredità non c'è solo il titolo di Magnifico Rettore, ma
principalmente l’amore verso la dialettica, il confronto, la didattica, la
ricerca, la voglia di costruire e portare avanti e sempre più in alto, il
nome dell’Università di Messina.
Alla Sua scomparsa, e fino al 1983 sarà Magnifico Rettore dell’Università
di Messina il Prof. di Fisiologia umana Gaetano Livrea.
prof.Gaetano Livrea
Il Magnifico Rettore
Livrea, continuerà il percorso programmato per l’edilizia universitaria,
infatti l’ 1 marzo 1980 viene inaugurata la nuova struttura della Facoltà
di Farmacia.
Si cerca di decentrare segreterie degli studenti, e uffici amministrativi
che sono al collasso per i locali ambigui ove gli impiegati si trovano ad
operare, ed il numero degli studenti aumenta annualmente.
Si avvicina l’era dei Computers, la nuova tecnologia bussa alla porta.
Nuova Facolta’ di Farmacia – 1980
1983, finito il mandato del prof. Livrea, viene eletto nuovo Magnifico Rettore dell’Università di Messina il prof. Guglielmo Stagno d’Alcontres, professore di chimica organica nella facoltà di Scienze, ove è stato Preside per ben 16 anni.
prof. G.Stagno d’Alcontres
Proviene da una nobile famiglia di origine spagnola, è uno studioso con oltre 150 pubblicazioni, Grande Ufficiale della Repubblica, Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta, oltre a Console Onorario della Spagna è un vero "princeps", discende da una vera casata nobiliare imparentata con quella dei Giscard d’Estaing francese, e dimostra il Suo importante lignaggio nell’atteggiamento, nella serietà per completare i progetti pervenutigli in eredità dai precedenti altri Rettori (Martino e Pugliatti), ovviamente inserisce il Suo programma cercando al massimo di completare quelli iniziati da anni.
Seppe dare subito un nuovo impulso nella vita dell’Università, aumentando i corsi di laurea, per l’acquisizione di nuovi beni per la costruzione di nuove strutture al policlinico e al completamento della Cittadella Universitaria dello Sport con piscine, palestre, campi di calcio, di baseball, di basket, di tennis e di un campo per l’atletica.
I programmi del Rettore Pugliatti, continuavano in anni diversi, ma il nuovo Rettore d’Alcontres era risoluto, deciso a completare i lavori programmati, ed innalzare il nome dell’ Università all’attenzione del mondo Universitario, per le ricerche e lo studio.
Attuò il completamento e il trasferimento della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. nella nuova sede.
Con Lui, si ebbe la possibilità di cominciare allo scambio di studenti di altre università dell’Europa. Le associazioni studentesche AUCIS (presidente Mario Mentisano) e l’A.U.D. (Presidente Tanino La Versa) attuarono questo programma inizialmente con le Università della Polonia e della Jugoslavia, per uno scambio reciproco di studenti e docenti. Seguiti successivamente dal SISM associazione studenti di Medicina. Gli studenti stranieri, alloggiati nelle strutture universitarie, usufruivano solo del vitto e dell’alloggio. Le associazioni provvedevano al ciclo di studi per 30 giorni, grazie ai docenti e alle strutture delle facoltà di Medicina e di Economia. Utile fu la presenza del prof. Sandro Anastasi docente di Diritto del Lavoro e delegato del Rettore. Era un modo per far conoscere la cultura, i sistemi di studio, e anche i dettami della democrazia da noi vigente, a quei studenti (principalmente dei paesi dell’Est), che divulgarono al loro rientro nelle loro Università ed ai loro colleghi quanto acquisito in uno stato ove vigeva la democrazia. Dopo anni, anche questi scambi culturali, servirono a modificare il loro sistema politico nazionale.
I programmi si realizzano negli anni, e il 23 marzo 1992 il Rettore d’Alcontres ed il Presidente della Fondazione Bonino Pulejo Sen. Nino Calarco, costituiscono un vero Consorzio e nasce il "Centro per lo studio e il trattamento dei Neurolesi lungodegenti"
Le ville, il parco e i terreni circostanti di proprietà del Cav. del lavoro Uberto Bonino e della consorte N.D. Maria Sofia Pulejo ora di proprietà della Fondazione, sono da questa offerte per creare questo Centro, la F.B.P. parteciperà inoltre con un finanziamento annuale ed aiuti straordinari per il potenziamento del centro, l’Università provvederà invece al personale medico e amministrativo. Nasce così il Centro studi neurolesi, che oltre alla ricerca e a numerosi servizi ambulatoriali e di Day Hospital, si interessa anche per la riabilitazione dei pazienti.
Oggi, il Centro rappresenta una realtà modernissima e molto funzionale, con apparecchiature all’avanguardia, e dotata anche di un eliporto.
L’Università con d’Alcontres come con i Rettori Martino e Pugliatti, continua ad essere un cantiere aperto, quei programmi continuano a svilupparsi e realizzarsi adeguandosi ai tempi moderni e alle nuove esigenze che si presentano giornalmente.
La Villa Sanderson-Bosurgi è un altro gioiello che il M. Rettore riesce ad acquisire a "costo zero" al patrimonio dell’Università. Costruita dai Sanderson nel 1877 fu il punto di ritrovo del mondo culturale della città e della bella epoque, ospitò artisti, nobili, storici ed anche il Kaiser Guglielmo II veniva a soggiornarvi. Ora l’intenzione è di proteggere i beni custoditi, ristrutturala, adibirla come centro convegni, e per mostre.
Villa Pace (ex Sanderson-Bosurgi)
Si continuano intanto i lavori per il completamento delle facoltà di Medicina Veterinaria, di Lettere e filosofia, di Ingegneria, e della Cittadella Sportiva…sono quasi completate.
Per il Suo operato, il Rettore d’Alcontres fu riconfermato Magnifico Rettore dell’Università di Messina, per altri due mandati.
Crea fra tante altre opere il centro di calcolo (diretto dal prof.Villari), collegando tramite questo tutte le facoltà, gli uffici amministrativi, le segreterie degli studenti. In tempo reale comunicazioni e documenti possono essere inoltrati tra facoltà, policlinico, uffici dislocati in altre sedi, senza perdita di giorni.
Fra i Suoi progetti, vi era quello di sistemare l’antica scalinata del plesso centrale, inserendo al centro del giardino la porta cinquecentesca originale, della prima Universitas (collegio) di Messina. Durante gli scavi, per la scoperta di ruderi e reperti archeologici dell’antica città, i lavori furono bloccati dai responsabili dei Beni Ambientali per anni .
Dopo 12 anni di gestione, il Magnifico Rettore d’Alcontres, ammalato e amareggiato per non aver potuto portare a compimento durante il mandato, alcuni lavori quasi finiti e poter consegnare "chiavi in mano" le nuove facoltà ai presidi, ai docenti, ai ricercatori, agli studenti che aspettavano il compimento dei lavori, lascia per sempre a 73 anni gli uffici rettorali di piazza Pugliatti.
1995 Viene eletto nuovo Magnifico Rettore, il prof. Diego Cuzzocrea.

docente di Anatomia chirurgica, poi di Patologia chirurgica, nel 1988 divenne direttore della scuola di specializzazione in Chirurgia generale e, nel 1991 direttore della Clinica chirurgica generale. Autore di oltre 200 pubblicazioni, aveva seguito studi e specializzazioni, nelle università di Torino, Genova, Londra, Birmingham e Barcellona.
Continua il lavoro del precedente Rettore, ottenendo i fondi per il completamento delle nuove facoltàe del polo sportivo.
Per migliorare i servizi, emana con il decreto del 10 aprile 1997 lo Statuto dell’Università di Messina, con allegato lo Statuto dell’Azienda del policlinico universitario. Fu innovativo per modificare tutto, per avere una gestione collegiale non influenzata dalle appartenenze, ma privilegiando competenze ed energie esistenti nell’Ateneo Messinese. L’emanazione di un nuovo statuto fu una conquista importante.
Con le modifiche governative i docenti passano a carico della Università e il Policlinico, diventa un’Azienda Ospedaliera, questo crea fratture fra la Facoltà di Medicina, e la la neonata Azienda.
Con circa 4000 dipendenti, non è più la "Universitas" cercata, voluta, desiderata nel 1200 dai Messinesi, per lo studio, la ricerca, ora è una industria, come la FIAT o la PARMALAT.

Il dolore, la sofferenza, la passione
Essere ora Rettore, significa destreggiarsi, valutare e decidere non più fra il bacillo il microscopio e l’alambicco, ora si deve essere conoscitore di tutto, sconvolgere la mente, si deve essere giuristi, commercialisti, operatori di computer, analisti, storici e sopratutto politici. Qualità che uno scienziato, uno studioso un ricercatore non può avere, questa a mio avviso, dovrebbe essere la figura del nuovo Rettore. Non c'è più a Messina lo Stratigoro, non c'è Ferdinando II, non ci sono Re e nemmeno Regine. I tempi sono passati e le petizioni per avere fondi, il giusto che serve per svolgere le attività nell’Università se non si hanno giusti "precettori" a Roma CAPUT MUNDI tutto ritarda, tutto si ferma.
Il Rettore comunque riesce a rendere presentabile anche se ancora non ultimato, il polo sportivo e nell’occasione delle Universiadi è presente, premiando gli atleti vincitori. Completa la ristrutturazione di Villa Pace (ex Sanderson-Bosurgi), continua a battersi per sbloccare le carte che ostacolano la ripresa dei lavori per completare la scalinata nell’atrio dell’ Università.
Riuscì a finanziare la biblioteca di Scienze, recuperò fondi per completare la Facoltà di Ingegneria, e per la cittadella sportiva.

Il Rettore con Kofi Hannan e il Sen. Nino Calarco e con gli Studenti vincitori della borsa fondazione F.B.P
Nel 1998 lascia il Suo mandato, la virulenza di un terribile male lo costringe ad abbandonare il Suo lavoro. Morirà l’11 novembre del 2000.
Nel 1998 è nominato Magnifico Rettore dell’Università di Messina il prof. Gaetano Silvestri.

Docente di Diritto costituzionale, ha fatto parte di importanti organismi in relazione alla Sua grande conoscenza del Diritto, è stato componente del Consiglio superiore della magistratura (1990-1994) e della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana (1996-1998). La Sua produzione scientifica, è molto ricca ed i temi principali del Diritto costituzionale vertono sulla separazione dei poteri, la sovranità e il controllo di costituzionalità.
Intraprende questo nuovo incarico di Magnifico Rettore con molto impegno, pur continuando l’insegnamento le ricerche e lo studio, applica tutto il sapere del Diritto per lo svolgimento della gestione dell’Università, non dimentica gli insegnamenti dei Maestri Pugliatti e Martinez. Riesce a portare a termine molti di quei programmi bloccati per anni, utilizzando il meglio delle risorse esistenti.
Acquista il palazzo delle poste, per utilizzarlo dopo la ristrutturazione come uffici, aule, segreterie degli studenti e spazi per la didattica.
Consegna le nuove Facoltà di Medicina veterinaria, Lettere e filosofia, e Ingegneria.

La Nuova facoltà di Medicina Veterinaria e alcune aule
Completa anche la ristrutturazione di Villa Pace e la Scalinata dell’atrio dell’università.
E’ nel programma il trasferimento della Facoltà di Scienze politiche, nei locali ristrutturati degli ex Istituti di Farmacologia ed Igiene, uno di questi ospiterà la presidenza e due dipartimenti.
La Facoltà di Economia, con il trasferimento della Facoltà di Lettere nella nuova sede, utilizzerà tutte le aule della stessa Facoltà di Lettere.
I programmi, iniziati nel dopoguerra con Martino, continuati da Pugliatti e ripresi da d’Alcontres, e poi da Cuzzocrea, ora hanno quasi una fine con il Magnifico Silvestri.
Ancora molto si deve completare, ma il Rettore forte della conoscenza delle Sue dottrine, caparbio, ha lottato per dare all’Università di Messina, quanto si era prefisso nei suoi programmi.
Nel 2004 viene eletto il nuovo Magnifico Rettore dell’Università di Messina, il 15° dal 1900 ad oggi, il Prof. Francesco Tomasello.

Prof. Francesco Tomasello, Magnifico Rettore
Docente di Neurochirurgia, dal 1993 preside della Facoltà di Medicina. Ha ricoperto importanti incarichi, anche come esperto nel Consiglio Superiore della Sanità e fra l’altro Segretario della Società Italiana di Neurochirurgia. Dal 2001 membro del Comitato Europeo per l’accreditamento delle scuole di Specializzazione in Neurochirurgia.
Ha tutte le carte in regola, come studioso, come cattedratrico e come Messinese, per portare avanti i programmi e gestire al meglio l’Università di Messina e proiettarla sempre più in alto nell’olimpo del sapere, del conoscere, potenziando con i giusti mezzi la ricerca e lo studio con dei ricercatori di questa università, per ottenere risultati importanti, per il bene della società.
Erano questi i desideri dei nostri padri, dalla nostra Università sono usciti
grandi umanisti, matematici, medici, giuristi, botanici….
Fra tante cose.…anche riavere manoscritti, libri, pergamene e altro, che sono la
Storia della nostra Città e della nostra Università, che ora si trovano nei
musei e nelle biblioteche di mezza Europa. Riavere specialmente quelli trafugati
dai dominatori spagnoli, che ancora con l’arroganza dei tempi passati detengono
abusivamente, sarebbe troppo bello, recuperare la nostra l’identita’ storica.
L’impatto con le problematiche dell’Universita’ per il Magnifico Rettore Tomasello non sono molto traumatiche, conosce bene il terreno ove ora deve muoversi, dopo tanti anni di presenza attiva nell’Ateneo e nel Policlinico come Preside della Facolta’ di Medicina, illuminato docente, conosciuto in moltissime Universita’ straniere per le Sue ricerche, per i Suoi studi, per i Suoi scritti.
2OO5 dopo un anno, questo e’ il bilancio del Magnifico Rettore Tomasello nel Governo dell’Universita’ di Messina, basato sull’autonomia delle scelte, marcando i segnali del rinnovamento ed evidenziando le criticita’ da superare.
Osservatore attento di tutti i problemi inerenti alla didattica, alla ricerca e alle problematiche che esistono per la gestione di una grande Universita’. Inizia con volonta’ l’iter del Suo mandato controllando le opere incompiute, programmando con capillare attenzione e seguendo personalmente tutti i passaggi, per questo porta alcune importanti modifiche allo Statuto: costituisce il Collegio dei Prorettori, il Collegio dei Direttori dei dipartimenti e il Collegio dei Segretari Amministrativi dei dipartimenti, coinvolgendo tutti per una trasparenza ma anche per un confronto continuo per la conoscenza il dibattito e la risoluzione dei problemi nei singoli Dipartimenti e nelle Facolta’.
Programma la riorganizzazione degli uffici con seminari per la formazione del personale tecnico-amministrativo dell’Universita’, con il chiaro intento di avere personale efficiente, autonomo e preparato alle nuove disposizioni emanate dal Governo , relative quindi a migliorare le esigenze per la funzionalita’ dell’Ateneo. Primo passo importante questo , di un progetto di formazione e aggiornamento.
Ha recuperato, cospicue somme che si rischiava di perdere, destinandole per l’adeguamento e il potenziamento delle attrezzature didattiche, scientifiche, informatiche e di servizio.

Nuova Facoltà di Lettere e Filosofia Ristrutturazione Facoltà di Farmacia
Per quanto riguarda l’edilizia universitaria, si appaltano i lavori per la
manutenzione ordinaria degli edifici della Facolta’ di Economia e dell’ ex
Facolta’ di Lettere e Filosofia. Sempre nel programma rientra la manutenzione
ordinaria dell’immobile che ospita la facolta’ di Farmacia e dell’ex Medicina
legale, la ristrutturazione per la viabilita’ interna, nelle facolta’ di Scienze
e Medicina Veterinaria. E portare a compimento i lavori negli immobili di piazza
xx settembre, per essere utilizzati dalla Facolta’ di Scienze Politiche.
La Facoltà
di Economia e la ex di Lettere e Filosofia
In questo grande programma di interventi, non manca la
ristrutturazione dell’Aula Magna dell’Ateneo, e quella della Facolta’ di Scienze
della Formazione, oltre all’Aula del Senato Accademico e dell’Accademia dei
Pericolanti.
Inoltre comincia a preparare l’iter burocratico per l’acquisizione dell’immobile
che ospitava la Biblioteca Governativa, da anni trasferita in altre sedi ed
inutilizzata.
Le convenzioni e protocolli di intesa con Enti come l’Assindustria, la
Presidenza della Corte d’Appello del Tribunale di Messina, con il Ministero
della Giustizia, con l’Agenzia delle Entrate del Ministero dell’Economia e delle
Finanze con le Universita’ della Virginia di Cordoba, di Addis Abbeba e Jimma, e
ancora con quelle di Monaco, Eindhoven, di Strasburgo, Mosca, Kiev e tante altre, accordi
basati principalmente per stages per gli studenti dell’Universita’ di Messina e
per ricerche scientifiche sono cose acquisite.
Il completamento del cortile interno e la collocazione dell’antica porta d’ingresso del Collegio, la ristrutturazione definitiva dell’ex palazzo delle poste per il trasferimento delle segreterie degli studenti e la creazione di un cinema, sale internet, aule per la didattica e un bar, rientrano in questo progetto che il Magnifico Rettore Tomasello, in 360 giorni dal Suo insediamento, con idee chiare ha svolto, ed e’ intenzionato con inevitabili sacrifici a portare a compimento durante il Suo mandato.
Ora nelle Facolta’ dell’Universita’ di Messina, risultano iscritti ben 33.713
studenti.

Avevo iniziato, precisando – Università di Messina - una storia infinita..…ed infinita è.
In attesa non ci resta altro, che augurare al Magnifico Rettore Tomasello nel
450° anniversario della fondazione dell’Università di Messina, Buon Lavoro.
Tanto si è fatto, TANTO si dovrà ancora fare…
Lavori sempre
in Corso….. per aggiungere, togliere, rettificare. Si accettano notizie, foto,
commenti, suggerimenti. Grazie T.L.V. E-mail lavtani@virgilio.it
Si ringraziano :
- Tetyana Ivanova ( Simferopol ) per le foto e per la ricostruzioni di quelle antiche.
- Vlada Fidakova ( Karkov ) per la traduzione in lingua Russa e Ucraina.
- Carmen Nibali per le riproduzioni storiche.
- L’Archivio Storico del Comune di Messina.
- Enzo Verzera per il volume "Città di Messina - bombardamenti aerei" edito dall’Amm.ne Comunale nel 1979, in occasione del conferimento alla Città della medaglia d’Oro al Valore Militare
Dr. G. La Versa – Messina 24.04.2005

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